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PUNTATA 33.18 DEL 30.05.2010

Speciale puntata 600

(GUARDA IL VIDEO DELLA PUNTATA)___________________________________________________________________ 

Seicento puntate, un viaggio attraverso la società che cambia rapidamente, la cultura che è sempre più la cellula fondamentale del rapporto fra i popoli, l’ambiente minacciato da vecchie e nuove emergenze. La seicentesima puntata, condotta da Lucilla Alcamisi, contiene anche tre reportage. Si inizia dal Niger, con un avvenimento impensabile solo qualche anno fa: il giuramento di dodici mammane di non praticare più la mutilazione genitale femminile. Un fenomeno allarmante, che interessa anche l’Europa. Poi la cultura con Averroé, dell’Università marocchina di Marrakesh, un percorso di studi unico al mondo interamente dedicato al Mediterraneo. La puntata si chiude con lo straordinario appello di Jacques Mayol, con il quale è stata aperta la prima puntata del magazine nel marzo del 1993. lo scomparso campione del mondo di immersione in apnea chiamava tutti a contrastare le minacce subite dal Mediterraneo per salvaguardare un ecosistema unico al mondo.

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Una strada difficile
di Walter Daviddi (Rai)
 
      
 

Società. Una strada difficile da percorrere: porre fine alle mutilazioni genitali femminili che nel mondo riguardano oltre 100 milioni di donne. Il caso del Niger dove la solidarietà internazionale italiana sta riducendo il problema che riguarda da vicino anche l’Europa. In Italia oltre 35.000 le donne interessate.

 

L’eredità di Averroè
di François Tortos (France 3)
 
      
 

Cultura. Una rete del sapere per ridurre le diversità. A Marrakesh, in Marocco, ha dieci anni di vita una cattedra universitaria unica al mondo perché dedicata solo ed esclusivamente al Mediterraneo. Segue l’eredità culturale del filosofo Averroè che nel XII secolo voleva conciliare ragione e religione.

 

Il messaggio di Mayol
di Onofrio Dispenza (Rai)
 
      
 

Ambiente. Un grande protagonista del mondo subacqueo internazionale, Jacques Mayol, nel 1993 ha aperto la prima puntata di «Mediterraneo». Il messaggio del campione mondiale di immersione è diventato un manifesto per la salvaguardia del mare, minacciato da clima, inquinamento e abusivismo.

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