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PUNTATA N. 16 – 31.01.09

 

ALBANIA: CAMBIA LA CULTURA, STALIN ADDIO. E POI SERBIA E POMPEI

In Albania la statua di Stalin è finita in un deposito di Tirana. Con essa sono scomparsi i simboli del realismo socialista. La Galleria d’Arte nazionale è in fase di ristrutturazione, il Ministro della Cultura vorrebbe abbattere il grande mosaico di epoca russa che campeggia in piazza Skanderbeg sulla facciata del Museo Nazionale, una delle immagini della capitale albanese. Dove sono andati a finire gli intellettuali albanesi? Il magazine si sposta quindi in Serbia per parlare di una esperienza portata avanti dalla Caritas: ridare dignità ai malati di mente. Un progetto – che ricalca quello italiano voluto da Basaglia – che sta raccogliendo molti consensi.
Infine a Pompei per visitare il grande sito archeologico al centro di problemi ma anche di innovative iniziative per il rilancio dell’area museale.

      

Stalin in deposito
di Stefano Marcelli (Rai)

Albania. La statua di Stalin si trova in un deposito e le statue del realismo socialista sono scomparse insieme al regime comunista albanese. Che fine hanno fatto allora gli scultori, gli artisti, la stessa arte? Noi siamo andati a cercarli.

            

Parola di teologo
di Alessandra Rissotto (Rai)

L’intervista. Nasr Hamid Abu Zayd è uno dei più famosi teologi del mondo arabo. Nel 1995 dovette abbandonare l’Egitto perché fu condannato per apostasia. I suoi scritti, che danno del Corano un interpretazione umanistica e democratica, sono inaccettabili per i fondamentalisti.

            

La riforma esportata
di Tarcisio Mazzeo (Rai)

Serbia. La Caritas e la chiusura dei manicomi. Nel Paese balcanico l’organizzazione cattolica sta portando avanti un progetto che ricalca la riforma Basaglia: liberare l’umanità dei pazienti psichiatrici, chiudendo i manicomi e aprendo spazi di autentica socialità.

            

La gente di Pompei
di Alessandra Forte (Rai)

Italia. Due milioni e mezzo di visitatori all’anno nella città dissepolta dalle ceneri del Vesuvio. Siamo andati a guardare nel passato ma anche nel futuro di Pompei perché, tra interventi, sperimentazioni e restauri, si mira a valorizzare ancora di più quel patrimonio senza eguali.

           

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