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Puntata del 27 Ottobre 2007

Portogallo, la storia dei “Retornados”

Hanno dovuto lasciare i propri beni nelle colonie per rientrare in Portogallo da emigranti di ritorno. Per i circa ottocentomila retornados si è trattato di un brusco risveglio soprattutto perché il loro paese, nel frattempo, era completamente cambiato dopo la rivoluzione dei garofani che nel ‘74 sancì la fine della dittatura di Salazar e aprì il paese alle democrazie occidentali. In molti si sentirono stranieri in patria. 

Il secondo reportage è dedicato al Marocco e al progetto, già quasi completato, di «Tanger Med», il grande scalo del Mediterraneo che sta intercettando i traffici marittimi (oltre 100 mila navi l’anno) che partono da Suez e attraversano lo Stretto di Gibilterra.

Mediterraneo si sposterà quindi in Slovenia per raccontare, attraverso alcuni protagonisti, la storia degli oltre quattromila mulini che esistevano prima della nascita della Jugoslavia comunista. Una attività, e soprattutto un patrimonio, smembrato dall’ex regime perché considerato di natura capitalistica.

La puntata si chiude con Luisa, l’unica abitante rimasta sull’isola di Gorgona da anni trasformata in carcere a cielo aperto. Ricordi non solo nostalgici fra i colori e gli odori di un piccolo paradiso. 

I Retornados

di Michela Garbin (Rai) 

Portogallo. I cittadini delle ex colonie, come Angola e Mozambico, in Africa, con l’indipendenza di questi paesi, nel 1975, sono stati costretti a rientrare in patria. Ne è nato un fenomeno migratorio interno con caratteristiche uniche nel contesto dei processi di decolonizzazione. E’ la storia di un’integrazione difficile, piena di contraddizioni, ma riuscita quella dei retornados portoghesi.

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Tanger Med

di Annie Almarcha (France 3) 

Marocco. Tanger Med, il più grande porto del Paese, a 14 km. di distanza dall’Europa, sulla riva sud dello Stretto di Gibilterra, dove 100.000 navi si incrociano ogni anno. Il Marocco ha deciso di intercettare una parte di questo traffico e di approfittare del progressivo aumento degli scambi marittimi. Previsti accordi di partnership con altri grandi porti europei.

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Mulini sloveni

di Fabio Gergolet (Rai) 

Slovenia. In Slovenia all’inizio del 20mo secolo funzionavano più di 4 mila mulini, erano una delle principali fonti di energia. Dopo la guerra arrivarono i nuovi governi comunisti che videro nei mugnai la personificazione dei piccoli capitalisti. Iniziò così una lotta durissima e ai proprietari dei mulini vennero tolte le licenze per poter utilizzare il mulino anche come segheria.

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La storia di Luisa

di Alessandra Rissotto (Rai)  

Italia. Gorgona, l’antica Urgon non e’ solo un carcere senza sbarre ma è un’isola di straordinaria bellezza. Fa parte dell’Ente parco della Toscana ed e’ una riserva naturale. Dirupi scoscesi, profumi di erica e mirto, calette incontaminate. Qui il mare e’ davvero blu. Oggi ci vivono agenti, detenuti e una signora, Luisa Citti, unica abitante,  che ama coltivare le rose.

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